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Presidente - Mirella de Fonzo
Vicepresidente - Claudia Pastorino
Coordinatrice Nazionale - Maria D'Oria
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Gruppo Promotore Interdisciplinare
Fondazione Andreoli

Gruppo Promotore Interdisciplinare



L'area delle professioni sociosanitarie



Formazione legislativa: legge 3 del 2018
(vedi allegato)

E' nato il Gruppo Promotore Interdisciplinare, finalizzato allo sviluppo delle collaborazioni interdisciplinari tra le discipline di ricerca che sviluppano le loro attività nell'area mista, artistica e scientifica, e non solo, ed alla attuazione della strada istituzionale di prospettiva per il miglioramento delle condizioni di agibilità delle nuove figure professionali correlate (costituita dall'art. 5 della Legge 3 dell'11 gennaio 2018 relativamente alla candidatura di nuove professioni).

Attuale portavoce Rolando P. Mancini del Cum Sanità

Domenica 14 aprile 2019 Rolando P. Mancini ci scrive:
    Carissima Mirella De Fonzo,

    con la presente Le facciamo richiesta di averla accanto come testimonial del percorso del GPI (Gruppo Promotore Interdisciplinare), sorto per dare consistenza alla prospettiva di riconoscimento istituzionale delle nuove professioni sociosanitarie, in particolare di quelle che operano nel campo delle terapie psicocorpore e ad indirizzo artistico.

    Ormai è da più di un anno, dal 3 gennaio 2018, che il Parlamento ha affidato all'esecutivo l'articolo 5 della legge c.d. DDL Lorenzin, articolo che prevede la possibilità della candidatura delle nostre professioni, ma ad oggi le autorità competenti non sono riuscite ad applicare una Legge dello Stato, con la conseguenza che l'Area delle Professioni Sociosanitarie permane in costante stand by.

    Riteniamo importante avere accanto, nel nostro percorso di coinvolgimento degli operatori, un gruppo di personalità autorevoli che hanno dato molto alla ricerca in questo settore sul piano epistemologico, teorico ed operativo.

    Corre l'obbligo di comunicarle che il GPI, come promotore, intende diffondere alle varie categorie interessate la proposta unitaria collocandosi in un alto livello di elaborazione, esposizione e controllo delle normative richieste, e per questo ha bisogno di creare un circuito virtuoso di conoscenze e di contatti; centrale in questo percorso è senz'altro il confronto solidale e nazionale di scambio delle esperienze di ricerca condivise. Il GPI non ha risorse economiche da condividere ma esprime i sentimenti di diffuse risorse di passione ed entusiasmo, quelle di numerosi operatori stupendi che spesso hanno difficoltà ad esercitare ricerca applicata ed ad essere inseriti adeguatamente nel servizio sanitario nazionale.

    Auspicando una risposta positiva Le comunichiamo che il Prof. Bressan, già contattato, ci onorerà del suo sostegno.

    I migliori saluti dal GPI:

    Rolando P. Mancini, musicoterapista, portatavoce GPI

    Mila Sanna, psicologa e psicoterapeuta, vicepresidente CAT

    Simonetta Ottone, danzamovimentoterapeuta, presidente APID


Rolando Proietti Mancini ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Giulia Grillo, Ministro della Salute
RICHIESTA DI ATTIVAZIONE DELL'AREA DELLE PROFESSIONI SOCIOSANITARIE, LEGGE 3/2018 , ART.5


Da più di un ventennio anche nel nostro paese si sono sviluppate attività di ricerca applicata nell'ambito educativo, riabilitativo e terapeutico, (ad esempio ad indirizzo artistico e non solo), attività che già operano nel sistema sanitario e per le quali è applicabile l'art. 5 della legge 11 gennaio 2018, n. 3 ancora non applicato, "Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonchè disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute", normativa che istituisce un canale di candidatura per le nuove professioni del settore.

La collocazione di queste discipline nel settore sociosanitario risponde alla sempre più diffusa e radicata visione del benessere e della salute come doveri sociali, sia della collettività nei confronti del singolo sia del singolo verso la collettività.

A fronte di un ritardo nel percorso attuativo della norma per la candidatura sociosanitaria di tali attività riguardante molti operatori , il Gruppo Promotore Interdisciplinare sollecita “l'applicazione dell'art. 5 della legge 3 dell'11 gennaio 2018 riguardante l'attivazione dell'area sociosanitaria con specificazione delle modalità di candidatura per le nuove professioni”.

Roma li , 19-1-2019

per il GRUPPO PROMOTORE INTERDISCIPLINARE
Dott.ssa Mila Sanna , Psicologa e Psicoterapeuta
Danzaterapeuta Simonetta Ottone
Musicoterapista Rolando Proietti Mancini

https://articolocinque.blogspot.com/

Martedì 24 aprile 2019 ROLANDO P MANCINI ci scrive:

PER I MUSICOTERAPISTI il ruolo di responsabile del rapporto con i soci Cum è stato affidato a Paolo Nuzzi (3280997872).
Il ruolo di segretario è gestito da Asmara Sasso (3343020517).

TERAPIE PSICOCORPOREE DI RICERCA AD INDIRIZZO ARTISTICO

PROPOSTA DI UNITA' INCLUSIVA PER TUTTE LE PROFESSIONI BASATE SULLE TERAPIE PSICOCORPOREE AD INDIRIZZO ARTISTICO , BASATA SU UN UNICO PUNTO :_ L'APPLICAZIONE DELL'ART. 5 DELLA LEGGE 3 DEL 2018 , IN PARTICOLARE PER L'ASPETTO RIGUARDANTE LE NUOVE PROFESSIONI SOCIOSANITARIE.

IL COORDINAMENTO UNITARIO E' PER TUTTI E PRESCINDE DALLE SCELTE DI PERCORSO PRECEDENTI DEI COLLEGHI CHE IN QUESTI ANNI SI SONO GIUSTAMENTE ATTIVATI IN VARIE FORME PER MIGLIORARE LE CONDIZIONI DELLE PROFESSIONI ATTRAVERSO L'UTILIZZO DI TUTTI GLI SPIRAGLI POSSIBILI DI INSERIMENTO LEGISLATIVO.
PROPONIAMO COSI' LA COSTRUZIONE DI UN FRONTE , IN FUTURO APERTO A TUTTE LE PROFESSIONI INTERESSATE ALL'APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO.
LO STATO APPLICHI LA LEGGE.

Per info ulteriori:- articolocinque.blogspot.com

FIRMA E DIFFONDI LA PETIZIONE

change.org/p/ministro-salute-giulia-grillo...
il GPI , gruppo promotore interdisciplinare
Rolando P. Mancini, portatavoce GPI , presidente CUM-SANITA'

Maggio 2019: A Firenze incontro con Calabria e musicoterapia

Una ricerca sugli effetti della musicoterapia, avviata ad ottobre 2017 nel Centro di Salute Mentale di Decollatura, è stata presentata in occasione del convegno nazionale tenutosi il 25 maggio 2019 a Firenze sul tema “L’antico/nuovo territorio della musicoterapia - Applicazioni pratiche, riflessioni sonore ed aspetti legislativi”.



Il lavoro “Sentire, riconoscere, condividere: Musicoterapia per la Psicoeducazione delle Emozioni - Resoconto della Ricerca condotta dal CSM di LameziaTerme - ASP di Catanzaro” è stato illustrato dalla dott.ssa Francesca Rubbettino, musicista, musicoterapista, socia del Consiglio Unitario Musicoterapisti Italiani per la Professione Socio-Sanitaria (CUM-Sanità), Catanzaro, suscitando grande interesse. Il protocollo di ricerca ha visto coinvolti un gruppo di pazienti adulti del CSM di Decollatura seguiti dai dottori Antonio Lucchino (responsabile del servizio) e Pietro Scardamaglia, coadiuvati dalla musicoterapista F. Rubbettino, dal tecnico della riabilitazione Giuseppina Pastore e dalla psicologa Ilaria Zaffina. Si è trattato di un riuscito esperimento di collaborazione tra l’ASP e l’associazione MUSICAmi, a testimonianza della necessità oggi sempre più sentita di attingere alle risorse presenti sul territorio per migliorare e potenziare i servizi erogati. Importante il contributo della dottoressa Rosina Manfredi, direttrice del CSM di Lamezia, che ha creduto nel progetto e lo ha approvato.

La musicoterapia, come affermato dalla dott.ssa Francesca Rubbettino, “è un approccio terapeutico centrato su un processo interpersonale nel quale il suono e la musica vengono impiegati in tutti i loro aspetti (percettivi, motori, emotivi, mentali, sociali ed estetici) per rispondere al disagio e alla sofferenza collegati a patologie fisiche e/o psichiche, per facilitare l’ascolto, la comunicazione e per valorizzare le abilità e lo stile espressivo di ogni individuo agendo sulla globalità della sua condizione. Nel processo terapeutico la musica ha il potere di attivare relazioni: tra le nostre parti interne, tra paziente e terapeuta, tra noi, gli altri e il mondo esterno, tra noi e la musica stessa. Tutti questi sono elementi dinamici utilizzati e finalizzati al perseguimento di obiettivi riabilitativo-terapeutici. La musicoterapia viene applicata in vari contesti con persone di tutte le età; si può svolgere in sedute sia individuali che di gruppo. I pazienti non devono possedere una competenza musicale specifica; la mediazione non verbale che offre la musica facilita la partecipazione alle esperienze sia di ascolto sia di espressione anche a persone con gravi disabilità, disturbi psichici e/o comportamentali. La ricerca presentata, valutate le caratteristiche dei pazienti inseriti nel gruppo di ricerca, è consistita nel proporre un laboratorio di musicoterapia di gruppo, 11 maschi e 2 femmine, articolato in 5 incontri di 1 ora e 30 minuti ciascuno a cadenza settimanale, nel corso dei quali si è lavorato sulle emozioni fondamentali: rabbia, paura, tristezza, gioia, disgusto.

Le sedute sono state articolate in rilassamento guidato; ascolto della traccia sonora; riflessioni verbali su quanto emerso durante l’ascolto ed associazione ad una emozione; rielaborazione dell’ascolto attraverso una improvvisazione strumentale di gruppo; verbalizzazione conclusiva. Le tracce sonore, selezionate per stimolare nei pazienti l’emergere di sensazioni, ricordi, situazioni collegate alle singole emozioni, si caratterizzavano per struttura ritmica e melodica facilmente intellegibili. Il titolo delle tracce sonore se non emergente in maniera spontanea tra i pazienti nel corso dell’ascolto, veniva comunicato alla fine. Il processo associativo tra traccia sonora ed emozione è stato facilitato attraverso l’utilizzo delle emoticons (faccine). Le improvvisazioni di gruppo avvenivano dando come indicazione la rielaborazione della emozione appena affrontata, utilizzando lo strumentario Orff (piccoli strumenti a percussione, tamburi, bongos). Ciascun paziente è stato libero di scegliere lo strumento che preferiva. La durata della improvvisazione è stata determinata dalle dinamiche di gruppo emergenti in ciascuna seduta. Alcune improvvisazioni sono state molto brevi, ad esempio l’improvvisazione relativa al disgusto, avendo espresso i pazienti un vero e proprio fastidio fisico nell’ascoltare la traccia proposta, altre piuttosto lunghe, ad esempio quella relativa alla rabbia, che ha assunto subito la funzione di scarica catartica di tensioni fisiche e mentali. I test somministrati dopo il ciclo di sedute di musicoterapia, hanno evidenziato un miglioramento nella capacità di autovalutare il proprio stato d’animo unitamente ad una diminuzione della alessitimia (difficoltà di identificare e descrivere i propri sentimenti). L’utilizzo della musicoterapia nella psicoeducazione alle emozioni e nel controllo della alessitimia si è dimostrato essere uno strumento efficace e senz’altro utilizzabile all’interno dei protocolli riabilitativi standard applicati ai pazienti psichiatrici cronici”.

Vedi dettagli QUI





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